FANO – Di seguito riportiamo la lettera, indirizzata al sindaco di Fano Luca Serfilippi, scritta da Francesco Tonucci, l’inventore de “La città dei bambini” che ha fatto conoscere Fano nel mondo.
“Caro Sindaco,
mi dispiace, ma per le mie responsabilità nella Rete Internazionale del progetto “La città delle bambine e dei bambini”, sento il dovere di scriverle pubblicamente. Seguendo le raccomandazioni evangeliche (Mt 18, 15-17) le avevo comunicato le mie riserve sui cambiamenti che si intendeva apportare al Consiglio dei bambini (l’allargamento alla scuola secondaria), prima di averlo conosciuto e sperimentato, nell’incontro che avemmo l’8 di ottobre scorso alla presenza anche dell’Assessore Manocchi. Ho ripetuto le raccomandazioni di prudenza nell’incontro della Rete italiana tenutosi on-line e a cui partecipavano anche i rappresentanti di Fano. Ma i cambiamenti al Consiglio sono stati apportati e il mercatino organizzato. Ma la ragione che mi spinge a prendere una posizione pubblica è la notizia del trasferimento della giornata “La città da giocare”, durante la settimana di maggio, dalle tradizionali via Roma e via Adriatica (Viali) alla Sassonia. In questo periodo stiamo preparando il lancio di una Campagna internazionale “Io esco a giocare” che chiede alle nostre città di restituire ai bambini il loro diritto al gioco garantito dall’articolo 31 della Convenzione dei diritti dell’Infanzia del 1989, permettendo loro di uscire di casa ogni giorno, senza accompagnamento degli adulti e da molto piccoli, come necessario contrasto al pericolo di un uso precoce dei dispositivi elettronici. Rispetto a questo necessario e urgente proposito il giorno de “La città da giocare” aveva solo un valore simbolico, ma era importante che tutti i viaggiatori che arrivavano da Bari, da Roma o da Bologna trovassero la loro strada interrotta da un cartello che diceva “Oggi le strade di Fano sono state chiuse alle macchine perché sono state regalate ai bambini per giocare”. Quel cartello e quel regalo ai bambini avevano più di 30 anni e sono descritti e documentati nel mio libro “La città dei bambini” che parla quasi solo di Fano ed è tradotto in 9 lingue in 12 paesi.
Devo anche dire che non è la prima volta che la giornata del gioco viene trasferita alla Sassonia, è successo anche una ventina di anni fa con una Amministrazione che aveva lasciato sopravvivere il progetto senza crederci e senza svilupparlo.
Questo spostamento ha un significato profondo, vuol dire che i bambini non devono dare fastidio, non possono creare difficoltà a qualcosa molto più importante di loro come il traffico. Capisce perché lo considero così importante e significativo?
All’inizio della nostra esperienza i bambini di Fano protestarono perché una guardia aveva confiscato la palla a un bambino che giocava in piazza. Portammo questa protesta al Consiglio comunale e nacque la delibera che autorizzava i bambini fanesi a giocare nelle piazze. Da allora piazza XX Settembre è diventata una bellissima piazza piena di bambini. Bambini che disturbano forse, ma danno vita al centro della nostra città.
Quando la città di Fano mi ha consegnato la Fortuna d’oro, nel 2023, ho ricordato alla Amministrazione l’importanza di Fano per tutte le più di 200 città della Rete internazionale presente ormai in 15 paesi. A Fano nacque il progetto e si guarda a Fano per conoscerne gli sviluppi e le nuove sfide. Dovrebbe essere la città capofila della rete internazionale.
Quando ci siamo incontrati le avevo offerto la mia collaborazione, se la mia città ne avesse avuto bisogno e questa offerta è sempre valida, ma il progetto “La città delle bambine e dei bambini” non ha bisogno di innovazioni estemporanee, ma di realizzarne gli obiettivi fondamentali e cioè ascoltare i bambini, realizzare le loro richieste e restituire loro il diritto al gioco che si realizzerà solo quando, come dicevo, potranno uscire dalle loro case, da molto piccoli, senza adulti, ogni giorno, per giocare con le amiche e gli amici liberamente, nello spazio pubblico della città”.
Un cordiale saluto,
Francesco Tonucci